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Spiderman 3
Come ho scritto altrove dalle persone che sanno della mia passione per il fumetto più volte mi viene chiesto un parere sul film fumettistico “del momento”.
Di questi giorni è stata la domanda:
“vorrei sapere da te che sei un amante di fumetti che ne pensi di Spiderman 3 “
Al contrario di molti, che vedono nella velocità di mutamenti dei “sentimenti” di Peter e Harry una pecca immensa, che copre tutti i pregi del film, io il terzo episodio l’ho apprezzato comunque, non certo quanto il primo, ma senz’altro quanto il secondo, col suo fantastico momento topico di Peter/Spiderman che sacrifica quasi tutto di se per fermare la pazza corsa del treno carico di pendolari impazzito.
E questa volta c’era anche Venom, protagonista di quell’ Uomo Ragno #131 della Star Comics che è il primo del mio “ritorno” al fumetto del tessiragnatele (per la fredda cronaca oggi siamo al #461).
Trovo infatti che il regista Sam Raimi sia uno dei pochi “nel business” che è in grado di “piegare” le situazioni ed i personaggi alle esigenze cinematografiche … volevo dire hollywoodiane, ma che allo stesso tempo è in grado di rispettare quello che è il cuore, l’essenza, di ciascun personaggio rappresentato.
Innanzitutto non cambia etnia ad un personaggio (ogni riferimento a Kingpin nero in Daredevil è fortemente voluto). Poi rispetta il carattere del personaggio di turno.
L’Uomo Sabbia è un povero sfigato, Eddie Brock / Venom sono marci nel midollo e si piacciono a vicenda. Venom dopo il rigetto da parte di Peter lo odia. Zia May è una amorevole scassaballe
E poi rispetta l’amore di Peter per zia May (la famiglia), la rossa Mary Jane (non abbastanza gnocca la Dunst pero!) e il divertimento che un giovane come Peter prova nello svolazzare sui tetti.
Poi poco me ne fotte che l’Uomo Sabbia è la persona accusata di aver ucciso zio Ben, che è un tocco di gratuita inutilità, un bizantinismo narrativo. È il rispetto per i tratti base del personaggio che mi fanno perdonare questo tipo di “sviste“.
Vorrei anche dire che il combattimento nel vicolo tra l’Uomo Ragno e Goblin ha portato le scene d’azione di 30 anni (i miei) di lettura di fumetti nel mondo “reale”.
E penso di possa dire impunemente che ha innalzato a un altissimo livello la complessità delle scene d’azione che prevedono inseguimento e combattimento tra individui {il precedente era appannaggio di Anakin Skywalker nei cieli di Coruscant – ringrazio Claudia per l’input sulla ricerca del nome del pianeta}.
E tu che ne pensi ?
300
In questi giorni stavo navigando il sito della Apple dedicato ai trailer cinematografici in formato Quicktime ed ho scoperto che 300, la splendida storia del maestro dei fumetti (e dello story-telling) Frank Miller, e’ in produzione.
Frank Miller, come dicevo qui sopra, e’ uno dei Maestri dell’era moderna del mondo dei fumetti, avendo contribuito a rinnovarlo sia “tematicamente” che artisticamente, oltre ad aver reso tutto il comicdom coscente di se stesso e della propria dignità. La sua opera inzia a meta’ anni ‘80 con Daredevil passando poi per le pietre miliari Batmaniane, gli splendidi Ritorno del cavaliere oscuro e Batman: Year One (cui si e’ basato parzialmente l’ultimo film dedicato all’ uomo pipistrello).
Ad inizio anni ‘90 Miller si allontanò dalle major del fumetto USA (quali la DC Comics e la Marvel Comics) e trovo’ una confortevole sistemazione presso la (allora) piccola Dark Horse Comics ed iniziò a pubblicare fumetti creator-owned (posseduti dal loro autore) rinnovando la tradizione delle pulp stories anni ‘50 e sopratutto il mondo del fumetto in bianco e nero.
Come ? Con l’opera nota con il nome di SIN CITY (che a sua volta lo scorso anno e’ stato oggetto di un film che presentava un cast artistico di caratura notevole).
Nel secondo ciclo di storie del mondo di Sin City, intitolato “The Big Fat Kill”, Miller cita la battaglia storica delle Termopili, dove un pugno di Spartani tenne testa all’esercito invasore persiano, centinaia di volte piu’ grande ed equipaggiato del manipolo dei greci.
Questo evento storico ha colpito l’autore talmente tanto che alla fine ha dedicato ad essa una saga in cinque albi (ora raccolta in lussuosi cartonati) intitolata, appunto, 300 {scheda}.
In essa Miller esplora nel dettaglio e arricchisce con la sua visione artistica gli eventi, godendo al massimo dell’apporto ai colori di sua moglie, la talentuosissima Lynn Varley. Ovviamente Miller da la sua interpretazione dei caratteri dei personaggi storici, nonche’ fornisce una ricostruzione grafica affascinante dei “costumi” dell’ epoca. L’opera e’ stata tradotta in italiano, anni fa dalla casa editrice Play Press con un volume dal costo di 25€ circa, mentre mi pare che sia in uscita una ristampa aggiornata per i tipi della Magic Press.
Dicevo quindi dello stupore e della felicita’ con cui ho appreso la messa in produzione del film ad esso dedicato, e invito i curiosi a visitare il sito ufficiale del film 300 che ci aggiorna, in stile blog-like, delle varie evoluzioni del film (dopo aver visto il filmato preparatorio linkato ad inizio post).

